Giochi Erotici

Come glielo dico che voglio usare un vibratore insieme?

come glielo dico che voglio usare un vibratore insieme

Che sia curiosità, voglia di sperimentare, una fantasia o un bisogno di maggiore stimolo (sono tutte giuste💗), potrebbe arrivare il momento in cui nella coppia, uno dei due si apre alla possibilità di inserire un vibratore durante il rapporto. Può capitare che questo venga visto come un terzo incomodo dall’altro e anziché migliorare le cose venga percepito come un rivale, qualcosa che testimonia che il partner da solo non basta più. Alcune cose fanno breccia in tutte le nostre insicurezze e fragilità. 

Chiacchieriamo insieme di questa eventualità e prendiamola alla leggera ma con sensibilità, perchè non è la morte di nessuno ma qualche volta una semplice proposta può rompere gli equilibri della coppia.

1. Non presentarlo come una mancanza

Secondo me è la regola fondamentale: non cadere nell’errore di presentarlo come una mancanza, presentalo sempre come un gioco in più.

Che poi… detto tra noi (perchè qui non me tengo un cecio) in alcuni casi è anche una mancanza e credimi: ci sta, non sei solo/a.

Tuttavia, non è tanto come parte l’informazione ma come arriva, come viene percepita e nel magico mondo delle relazioni c’è un grande mantra, il Sacro Graal della situazione erotica: se l’altro/a crede di non essere abbastanza, scatta la chiusura a riccio con conseguente frustrazione e questo non ci gioca a favore.

Il nodo emotivo più importante è evitare che il partner lo legga come un “Non mi basti”.
La risposta dovrebbe spostare subito il significato: non è un sostituto, è un accessorio di complicità, qualcosa in più.

A me non piacciono i discorsi non pratici, sono una alla pane e salame… pessimo riferimento ma comunque vi do una frase magia che funziona (e mi è stato confermato):

“Mi piacerebbe provare una cosa nuova insieme, non perché manca qualcosa, ma perché mi eccita l’idea di giocarci con te.”

Questo, dopo un iniziale stordimento del partner, apre un bel punto di vista: il vibratore non entra “al posto di qualcuno”, entra nella squadra, nel ménage, nel letto, nel … ok… ci siamo capiti tra noi 😅.

 

2. Scegliere il momento fuori dal letto

Qui è una questione di equilibri e di non-detti. Io lo so che molti direbbero “diglielo dico durante un momento hot”, ma spesso è meglio il contrario.
E questo ha molto a che fare con il punto precedente perchè se lo proponi mentre siete già nudi, l’altro può sentirsi sotto esame o spiazzato. Se avete già iniziato peggio ancora, il “forse non la/lo sto facendo eccitare, non le piace, non le basta” scatta in meno 3…2…1… disastro. 

Meglio parlarne in un momento neutro, leggero, magari con tono curioso, vi do una frasettina magica anche qui:

“Ho letto una cosa oggi,  mi ha fatto venire voglia di provarla con te…”

Questo abbassa la pressione e rende la conversazione meno pericolosa a livello di allarme performance

Ho diversi clienti e lettori che mi hanno sottolineato questa cosa. Da una mail:

…dopo un po’ che aspettavo di prendere coraggio gliel’ho detto durante i preliminari. Mi ha iniziato a fare domande sul fatto che lui non mi facesse eccitare. È stato davvero imbarazzante.

Posso tranquillizzarvi sul fatto che la mia cliente non ha proposto nulla di fantasmagorico o hardcore ma un semplicissimo bullet per clitoride quindi una cosina davvero piccola e poco invadente MA il momento sbagliato forse ha proprio mandato lui in sbattimento e ha pensato che quello che stavano facendo non fosse abbastanza piacevole per lei. Diciamo che forse, nello specifico, il momento dei preliminari era proprio quello peggiore perchè è un po’ la fase in cui si scaldano i motori e il dubbio di non essere abbastanza eccitante è un fulmine a ciel sereno.

Sono pochi coloro che saprebbero cogliere lo spirito di questa richiesta in quel momento specifico, generalmente coppie che hanno una buona flessibilità mentale, intesa sessuale e predisposizione alla sperimentazione.

3. Partire dal desiderio, non dall’oggetto

Se ci pensiamo bene, dietro ogni vibratore c’è un desiderio. A volte grande, a volte piccolo (sto parlando del desiderio… si capisce? 😂) a volte è più consapevole e altre volte è solo passato per la testa come uno sfizio dato dal momento. Tuttavia dire “Vorrei usare un vibratore” può sembrare una richiesta tecnica.

Anche “Proviamo un vibratore?” può essere davvero una red flag per alcuni perchè il plurare PROVIAMO potrebbe far pensare a qualcosa di kinky ed ecco che se siete capitate con il maschio eterosessuale integralista mi va in gay alert perchè lui non vuole assolutamente provare un bel niente che vibra. Se volte far stare attento un uomo parlategli di sesso… vi stupirete di come lui possa notare anche solo l’ipotetica ambiguità di un termine al plurale come PROVIAMO, mi va in allarme e dice No e qualsiasi tentativo di spiegare che è su di voi, no su di lui, sarà vano perchè ormai gli è sceso male. 

Più originale è raccontare che tipo di esperienza vuoi vivere.

Potresti ad esempio dire qualcosa come:

  • “Mi piacerebbe giocare di più ogni tanto, provare qualcosa di nuovo”
  • “Sai che ho letto che se mentre si fa sesso, un piccolo vibratore stimola il clitoride ci si bagna molto di più?… Mi è sembrata una cosa diciamo… interessante. Mi fai provare un giorno di questi? ” (attenzione, usate un tono lento come se vi sta venendo in mente in quel momento, c’è un vantaggio per lui, se tentenna, potete sottolinearlo)
  • “Sai che ti dico… io un vibratore lo proverei perchè mi eccita l’idea che tu lo usi su di me.” (è diretta eh, se è un tipo / una tipa un tantinello dominante potrebbe cogliere bene lo spunto)

4. Dare al partner un ruolo attivo

Bisogna essere un po’ strategici a volte e ispirarvi al quel compagnetto di classe abbastanza stronzo che tutti abbiamo avuto il dispiacere di incontrare almeno una volta. Quello che all’asilo diceva «se mi dai la macchinina ti prometto che ci giochiamo insieme», tu gliela davi, perchè eri solo come lammerda eh alla fine ZAC… se la ciulava. Chi non ha visto crollare la sua fiducia nel prossimo così? Io mille volte (ero la bambina più disagiata dell’asilo in effetti 😂). E quindi voi, che volete tanto usare una specie di macchinina vibrante a letto sarete più furbi.. 

La paura frequente è proprio sentirsi esclusi. Qualcosa fa dire «ecco, adesso lei/lui ha il giochino e io cosa faccio?». Ci sta.

Quindi la proposta dovrebbe includere il/la partner, non metterlo/a davanti a un oggetto già deciso.

Invece di:

“Ho comprato un vibratore, lo usiamo?”

Meglio:

“Ti andrebbe di sceglierne uno insieme?”
“Mi piacerebbe che fossi tu a guidare il gioco.”
“Possiamo provarlo solo se diverte entrambi.”

Questo trasforma il vibratore da “terzo incomodo” a strumento di regia condivisa, qualcosa che da al partner un super potere (io sono del 1982 e no, non mi vengono in mente scettri di eroine dei cartoni ma una sola frase Per il potere di GreySkull… 🤣solo gli over 40 mi possono capire).

5. Lasciare una via d’uscita elegante

Senza intesa il sesso non funziona. L’intesa è la base del buon sesso, il trampolino di lancio. Per esserci intesa ci deve essere consenso. E consenso non vuol dire solo strappare un , quella è accondiscendenza.

La risposta più utile non dovrebbe spingere solo in quella direzione, non dovrebbe forzare. Dovrebbe rendere facile anche un “non so”, “mi imbarazza”, “ci devo pensare”.

Una proposta erotica funziona meglio quando non sembra un ultimatum: tenetelo bene a mente perchè su questo si basa quello di cui parlavo all’inizio… l’intesa. 

Frase chiave:

“Non dobbiamo farlo per forza. Mi piaceva l’idea di parlarne e capire se può incuriosire anche te.”

Questo è importante perché spesso il consenso non si gioca solo sul “sì/no”, ma sulla possibilità di non sentirsi obbligati a reagire subito.

E se dice di no?

C’è chi dice No, diceva Vasco Rossi in una canzone. Capita. Accogli quella informazione e rispetta la sua opinione. Forse ora non gli va e forse la tua proposta gli resterà in testa e potrebbe scoprirsi incuriosito/a tra un po’. 

Non si tratta di convincere il partner ma di scoprire se gli va di provare a giocare con un vibratore per amplificare la curiosità, il piacere condiviso, variare il rapporto.

La minaccia di performance è qualcosa di  concreto, reale, una emozione che fa leva sulle proprie insicurezze, su dubbi fisiologici e naturali perchè siamo persone e come tali, tendiamo a sentirci gratificate dall’essere attraenti, eccitanti, e (soprattutto per quanto riguarda gli uomini) performanti. Perchè è il contesto sociale che impone la prestazione performativa, quella che deve bastare a sé stessa se è fatta bene e non lasciare insoddisfatti. Ma l’erotismo ha moooolte più sfumature di così (più di 50 di grigio eh, che sono 50… una bazzecola).

 

Abbiamo un asso nella manica

Un piccolo trucchetto per chi ha troppa paura di proporre un vibratore vaginale/anale/clitorideo ed è abbastanza sicuro/a che riceverà un NO: i capezzoli non sono percepiti come zona in cui un vibratore potrebbe fare da sgradito intruso. 

Si potrebbe proporre di usare ad esempio un bullet o un succhiaclitoride sui capezzoli. Magari con un gel di quelli con effetto fresco per provare qualche sensazione in più (e anche per sostenere la vostra idea che ci uscite improvvisamente pazzi/e per i capezzoli… sì sì). Credetemi, dai capezzoli alla pancia e dalla pancia giù a scendere, insomma … è un attimo. Se il vibratore è giù entrato nel letto poi è più facile virare l’utilizzo. 😉Siate furbette/i…

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Nota: Questo articolo apre il mio format per rispondere alle vostre domande migliori ricevute via mail. Come glielo dico?  Con questa rubrica vi rispondo basandomi sulla mia esperienza personale e su tutto quello che mi avete raccontato in questi 15 anni (e che alcuni di voi ancora mi raccontano via email… stiamo diventando grandi – o vecchi – insieme). Grazie 💗

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Circa Alaska Monroe

Alaska Monroe è la voce dietro il blog di Rosso Ciliegia Shop: appassionata esploratrice del piacere e della sensualità, scrive come se stesse chiacchierando con un'amica davanti a una tazza di tè (o un bicchiere di vino, a seconda dell’umore). Con delicatezza, ironia e quel pizzico di malizia che non guasta mai, Alaska ama condividere idee, ispirazioni, giochi e riflessioni sull’eros quotidiano, trasformando ogni articolo in un invito a scoprire – con leggerezza – ciò che ci fa stare bene.

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