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Il collare…erotico simbolo di appartenenza e devozione.

Il collare...erotico simbolo di appartenenza e devozione

Il collare, l’antico simbolo della sottomissione e della sudditanza, l’emblema di appartenenza al Dom o alla Mistress nelle sessioni di dominazione/sottomissione è un accessorio erotico affascinante, semplice ma allo stesso tempo complesso nel suo significato più profondo: quello di appartenenza e soprattutto di devozione.

Negli ultimi anni, per non dire decenni, ha purtroppo perso gran parte del suo originario potente significato, anni fa non solo sanciva l’appartenenza ma a seconda del modello chiariva anche a che livello si trovava il sub, che tipo di “relazione” era in essere con il suo Dom. Era un simbolo che rappresentava una gerarchia e dichiarava alla comunità BDSM che tipo di condizione era in corso.

Ora, voglio saltare a piè pari tutta la parte “cenni storici” perchè vorrei evitare l’effetto “wikipedia” e vado al centro del pensiero che mi continuava a gironzolare in testa oggi mentre caricavo online un pò di novità.

Dopo aver visto gli ultimi arrivi in negozio devo ufficialmente riconoscere che il collare, così come lo si intendeva anni fa, è cambiato… sarei tentata a dire “evoluto” perchè in verità per i veri appassionati, la semplificazione e la perdita di “carica” del collare è una dis-evoluzione (e sono un pò d’accordo con loro). Forse ha perso la sua dominante “gerarchica” divenendo alla portata della moda, e lo dico con un pò di dispiacere, in alcuni casi quasi alla sua mercè.

Questo simbolo utilizzato nelle pratiche BDSM dapprima “allena” fino poi a suggellare la devota appartenenza dello slave. E’ un mondo denso di rituali quello del BDSM e ce ne è uno anche per il collare che è infatti consegnato tramite la cerimonia di collarizzazione in cui il sottomesso ufficializza l’appartenenza al/alla Dom/Mistress davanti alla comunità BDSM.

Ma il collare… di chi è? Chi lo sceglie e a chi appartiene? Contrariamente a quanto si pensi, il collare non è del sottomesso. Il collare è del Dom o della Mistress che lo sceglie e lo assegna, e salvo diversa concessione è il dominante che lo mette allo slave a meno che non gli sia stato permesso e ordinato di metterlo da solo/a. Non solo, stabilisce anche quando deve essere indossato e per quanto deve essere portato: solo durante la sessione, anche prima, anche dopo, sempre.

Talvolta alcuni, possono richiedere agli slave di portare il collare durante tutta la giornata, non solo quando sono a casa ma ovunque vadano. Da questa necessità di essere indossato sempre, sono nate varie evoluzioni del collare, l’aspetto si è così evoluto per essere mimetizzato con abiti da tutti i giorni, per andare al lavoro o per serate glamour. Si passa quindi ad altri tipi di simbolo dotati di piccolo anello simbolico a cui agganciare il guinzaglio: collanine con ciondolo, braccialetto, o similare, rigorosamente concordato con il Dom o la Mistress, da indossare in sua assenza se si è al lavoro o in società, fino al momento in cui sarà lui/lei stesso/a ad agganciare la maniglia di un eventuale guinzaglio o a sostituirlo. Non c’è una regola fissa, se non quella che ha stabilito il dominante, la sua decisione supera qualsiasi convenzione.

Collari da “educazione” e addestramento, collari per sottomissione, per dominazione, collari da portare 24/7, posturali, con lucchetto, e chi più ne ha più ne metta, ce ne sono tantissimi di tutte le fogge. Rispettare questo simbolo restituisce potere a questo accessorio, lo riconduce alla sua originaria importanza, con la sua devota connotazione gerarchica e di appartenenza. Tornare alle origini, all’ancestrale potere del collare nel BDSM… è un lusso erotico.